Tra call, vocali, cuffie e smartphone, la nostra voce lavora più di quanto immaginiamo. Ecco alcuni consigli utili.
Oggi usiamo la voce in modo diverso rispetto a qualche anno fa. Non solo per parlare con le persone accanto a noi, ma anche per partecipare a videochiamate, inviare vocali, registrare contenuti, rispondere al telefono con gli auricolari e passare ore davanti a uno schermo. È una routine talmente normale che spesso non ci accorgiamo di quanto tutto questo possa incidere sulla voce.
Pensiamo, per esempio, a una giornata tipo in smart-working: una call al mattino, qualche messaggio vocale, una riunione online dopo pranzo, poi magari una diretta e varie telefonate. In molti casi la voce resta attiva per ore, ma in un contesto poco naturale: si parla spesso da seduti, con il collo in avanti, le spalle chiuse e l’attenzione concentrata sullo schermo. Anche questa postura, con il tempo, può creare tensioni nella zona del collo e della mandibola, rendendo la voce poco fluida, meno rilassata e più faticosa da usare.
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda auricolari e cuffie. Quando sentiamo male, tendiamo ad alzare la voce senza rendercene conto. Succede facilmente in treno, in auto, in un open-space o per strada, dove i rumori di fondo ci portano a “spingere” di più. Lo stesso vale per le videochiamate: se il microfono è troppo vicino o l’audio non ci restituisce una percezione naturale della nostra voce, possiamo finire per parlare in modo più teso o meno equilibrato.
Anche la bocca spesso resta più secca. Durante lunghe sessioni davanti al computer si beve meno, si respira peggio e si tende a parlare in modo continuo, con poche pause. È una condizione comune a chi insegna online, lavora nell’assistenza clienti, crea contenuti, coordina team o semplicemente passa molte ore tra meeting e telefono.
Per questo, proteggere la voce nella vita digitale significa soprattutto recuperare alcune buone abitudini. Fare pause regolari, bere con frequenza, cambiare posizione, rilassare spalle e mandibola, interrompere per qualche minuto il flusso continuo di parole. Anche alternare una call a un momento di silenzio può essere utile. Se possibile, conviene curare l’ambiente in cui si parla: meno rumore, meno sforzo. E quando si usano cuffie o microfoni, meglio cercare una regolazione confortevole, senza costringere la voce a compensare.
La tecnologia ci aiuta a comunicare di più, più velocemente e più lontano. Ma proprio per questo ci chiede anche maggiore attenzione. La voce non è un accessorio automatico: è uno strumento vivo, che risente delle nostre abitudini quotidiane. E imparare a usarla bene, anche tra schermi e auricolari, significa proteggerla nel tempo.
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Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta alimentare varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni d’uso.
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